L’Imu non fa paura

L’Osservatorio Tecnocasa ha presentato i dati relativi al suo studio sul mercato delle abitazioni nel primo semestre 2012.

Dalla ricerca, che ha coinvolto circa 2700 agenzie affiliate sul territorio nazionale, emerge che nel primo semestre del 2012 il mercato è stato influenzato da variabili contingenti quali il Pil in diminuzione e l’inflazione in progressivo calo, e da variabili di carattere soggettivo, in particolare la scarsa fiducia dei consumatori.

E’ sensibilmente cambiato il comportamento d’acquisto, all’insegna di una maggiore prudenza e ponderazione della decisione d’acquisto dell’abitazione. Nonostante una diffusa diminuzione dei valori degli immobili, le compravendite sono in calo.

Quali sono le motivazioni che spingono i consumatori ad acquistare casa? 

L’abitazione principale è predominante (72,4%), mentre il 23,4% degli acquirenti lo fa per investimento e il rimanente 4,2% come casa vacanza. L’acquisto per investimento è in lieve aumento e risulta quasi un dato anomalo rispetto al trend e rispetto al cosiddetto effetto Imu, che penalizza in particolare proprio i proprietari di seconde case.

Il dato si spiega come l’effetto di un reale interesse all’investimento, e sembra che la tassazione abbia scoraggiato solo chi, in un primo momento, era pluriproprietario d’immobile. Il dato va inoltre correlato all’aumento percentuale dei soggetti che non ricorrono al credito. La percentuale di chi ha acquistato senza dover accendere un mutuo è infatti passata dal 43% al 49,5%: chi acquista fa ricorso sempre di più a capitali propri o a quelli derivanti dalla vendita di altri immobili

E’ in aumento tra l’altro anche il tasso di affitti, che interessa per lo più la fascia tra i 18 e i 34 anni. Se l’introduzione dell’Imu aveva fatto prevedere un aumento del costo per gli inquilini, in realtà, le analisi non confermano questa ipotesi, anzi. I canoni sono in ribasso anche rispetto al 2004, con dei rendimenti lordi attorno al 4%. Proprio perché l’Imu determina un aumento dei costi, i proprietari preferiscono assicurarsi la continuità di pagamento piuttosto che chiedere un canone più alto. Inoltre con un aumento dell’offerta abitativa,è determinante anche l’effetto di calmieramento dei prezzi e una maggiore selettività da parte degli inquilini e dei proprietari.