Buone notizie per chi sta pagando il mutuo

Secondo i dati mensili diffusi da Abi (Associazione bancaria italiana) sull’andamento dei tassi dei mutui in erogazione alle famiglie si è rilevato un lieve abbassamento del tasso di Ottobre rispetto a quello di Settembre.
l tassi d’interesse secondo l’Associazione bancaria italiana è passato da 3,86% a 3,81%: il più basso registrato negli ultimi 12 mesi.
Il dato è anche effetto della conseguente contrazione dell’Euribor (il tasso medio in zona euro con cui le Banche si scambiano i capitali), che di fatto misura il costo del denaro configurandosi come l’indice di riferimento per i mutui a tasso variabile (la tipologia più diffusa per il finanziamento della casa).
Coloro che negli scorsi anni hanno acceso un mutuo, inoltre, potranno continuare a detrarre dal proprio Irpef il 19% calcolato su un monte interessi annuo pagato fino a 4mila euro. Con la dichiarazione dei redditi, il contribuente che abbia pagato almeno 4mila euro di interessi, dunque, potrà detrarre dall’Irpef sino a 760 euro l’anno.
Dopo le modifiche apportate dal Parlamento alle legge di stabilità, approvata a metà Ottobre dal Consiglio dei ministri, è stato eliminato infatti il tetto di 3.000 euro posto dal Governo sulle detrazioni fiscali per gli interessi passivi.
Un’ottima notizia, dunque per chi sta pagando un mutuo sull’abitazione, segnale che in Italia le fratture generazionali non sono solo anagrafiche, ma riguardano gli stessi mutuatari. Gli utenti più “anziani”, sono quelli che oggi si trovano in una condizione particolarmente favorevole, mentre quelli più “giovani” sono alla ricerca di una concessione del mutuo sempre più improbabile.
Per quanto riguarda il gruppo dei primi (molti dei quali scelsero la modalità del mutuo variabile tra il 2004 e il 2007) possono oggi usufruire di tassi molto favorevoli (l’Euribor a 1 mese è intorno allo 0,1% e la versione a 3 mesi è allo 0,19%) poichè godettero a loro tempo di condizioni molto favorevoli delle banche italiane favorite dalla competizione finanziaria con quella di altri paesi europei.
Il gruppo dei giovani bisognerebbe che facesse tesoro dell’esperienza della precedente generazione e dato che il mutuo è un contratto finanziario poliennale considerato come un investimento, sarebbe opportuno un orientamento verso una formula sufficientemente flessibile, capace di adeguarsi alle condizioni che nel tempo possono velocemente mutare.