Gli italiani e i consumi domestici

I dati dell’Osservatorio sull’Efficienza energetica di Domotecnica, rete di installatori che operano nel settore dell’efficienza energetica, mostrano un Paese che è ancora distante dall’essere totalmente efficiente dal punto di vista dei consumi domestici.

Secondo questo studio, meno della metà degli italiani intervistati si dichiara disponibile a programmare interventi per migliorare la prestazione energetica della propria casa, e solo il 13% ha già programmato almeno un intervento che verrà realizzato entro un anno.

A proposito di tecnologie obsolete, le vecchie caldaie, per esempio, sono ancora presenti nel 64% delle case mentre quelle più moderne a condensazione o le pompe di calore sono solo nel 18% delle abitazioni.

Questi dati mostrano quindi un’Italia con un potenziale mercato del risparmio energetico che, tra ammodernamento dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento e le ristrutturazioni edilizie, potrebbe valere svariati miliardi di euro.

Ma come siamo ormai abituati a sentire da un certo periodo, al solito il problema sono i soldi: è vero che effettuare lavori di risparmio energetico degli edifici, nel lungo periodo, conviene moltissimo. Ma, nell’immediato, prevede una spesa a volte non indifferente. Tuttavia, non va dimenticato che la maggior parte di questi interventi è coperto dalle detrazioni Irpef del 55% in dieci anni e, in alcuni casi, c’è l’IVA agevolata al 10%.